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Caras y Caretas: la rivista testimone dello sviluppo del Tango a Buenos Aires


Caras y Caretas“, che si traduce in “Facce e Maschere”, è una rivista settimanale,
fondata da Fray Mocho (Jose Ciriaco Alvarez) a Montevideo (Uruguay) nel 1890. Otto anni dopo, il suo direttore, Estaquio Pellicer, venne invitato a Buenos Aires dal giornalista Bartolomé Mitre Vedia e da quel momento iniziò la pubblicazione argentina della rivista. Il suo primo numero venne pubblicato il 19 Agosto del 1898, uscendo poi in edicola ogni settimana senza soluzione di continuità fino al 1941. Si autodefiniva “Semanario festivo, literario, artistico y de actualidad“, Parlava di  politica, società, economia, cultura, arte, costumi, attualità, ecc. ed era arricchita da bellissime foto d’epoca, illustrazioni e vignette. Dopo una lunga interruzione durata 65 anni, nel 2005 iniziò il suo secondo periodo, diretto dallo storico Felipe Pigna, che continua tuttora con un buon successo (https://carasycaretas.org.ar/).
escanear0001Potete immaginare quanto la prima edizione (1898-1941) sia sempre stata di fondamentale referenza per gli storici del Tango! Infatti moltissimi libri sulle origini e sulla storia del tango citano le pagine di questa antica rivista, testimone della società di quei tempi . Tra queste si possono trovare articoli su spaccati di vita quotidiana che si relazionano con le prime apparizioni del tango (milonga), come quello che riportiamo qui sotto.
Si tratta di un articolo del 1902 sul Carnevale nelle strade, che include un’intervista alla vecchia presidentessa di colore dell’ultima comparsa carnevalesca di “neri autentici”. In quel febbraio del 1902, durante l’intervista, lei racconta: “nel 1870, prima della grande peste, i ragazzi di buona famiglia iniziarono a travestirsi da neri, imitando persino il nostro modo di parlare, e i compadritos incitarono la milonga, fatta sulla nostra musica, allora non potemmo fare altro che chiuderci in casa, perché eravamo poveri e provavamo vergogna...” (Caras y Caretas, n. 176, 15 de Febrero 1902 – Buenos Aires, pag. 28).
Qui riportiamo il testo originale dell’articolo:
Schermata 2019-10-05 a 21.05.45“En una calle lejana, allá, donde no se hacen abigarrados corsos todavía, viven encerradas cuatro morenas viejas, ex-carnavalistas decididas y que conservan con veneración las marimbas y los tambores que fueron de su nación.
—¿Y con esto bailaban ustedes?
— Claro…! Cuando la Nación Vengúela pisaba la calle, amito—nos dijo la ex-presidenta de la última comparsa de negros auténticos — hasta las piedras bailaban…! En 1870, antes de la peste grande, los mozos bien, comenzaron á vestirse de morenos, imitando hasta nuestro modo de hablar, y los compadritos invitaron la milonga, hecha sobre la música nuestra, y ya no tuvimos más remedio que encerrarnos en nuestras casas, porque éramos pobres y nos daba vergüenza….”
Esiste anche un Tango dal titolo “Caras y Caretas”, detto anche “El Canillita”, con musica di Enrique Saborido e testo di Alberto Saborido (data non conosciuta). Parla di un povero ragazzo che vende giornali e riviste in strada (tra cui Caras y Caretas), con la speranza di guadagnare abbastanza per campare lui stesso, i fratelli piccoli e la madre.
Pare esista anche un vals con lo stesso titolo, composto da Alberto Poggi.
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Fonti: Wikipedia, Caras y Caretas, TodoTango.com
articolo redatto da: Manuela D’Orazio
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