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Ovidio Jose Bianquet: El Cachafaz

cachafazEl Cachafaz è un personaggio che appartiene alla storia e mitologia del Tango argentino. E’ considerato uno dei più grandi e famosi ballerini di tango del passato.

Nato a Buenos Aires il 14 Febbraio 1885, nel vecchio quartiere di Barracas all’angolo tra Boedo e Indipendencia (oggi quartiere di Boedo), il suo vero nome era Ovidio José Bianquet, ma alcuni lo chiamavano Benito. Questo nome pare provenga da un equivoco raccontato da Jose Gobello nel quale El Cahcafaz da ragazzo venne accusato di aver compiuto un atto vandalico e la madre, davanti alla polizia, disse: “no, non può essere stato lui, mio figlio è buono!” (buenito in spagnolo), da qui Benito.

Comunque per tutti lui era e rimane “El Cachafaz”. Questo appellativo deriva dal Lunfardo e sta a significare insolente, canaglia, sfacciato, scansafatiche, e pare se lo sia guadagnato per il suo comportamento verso le donne. Fu proprio suo padre, a quanto pare, a chiamarlo così in seguito alle lamentele ricevute dalle donne con cui il figlio aveva a che fare.

El Cachafaz frequentava le strade e le “academias” del quartiere Abasto di Buenos Aires, dove era nato Gardel e dove fioriva il tango in quell’epoca (Carlos Gardel era, infatti, tra i suoi amici). Tra il 1911 e il 1913 viaggiò negli Stati Uniti e al ritorno aprì la sua academia. Sempre Gobello dice che impartiva lezioni di tango a persone dell’alta società e si faceva pagare bene.

Nel 1929 andò a Parigi dove pare si esibì al mitico “El Garron” ma tornò presto perché non si trovava bene con lo stile di vita europeo.

Carmencita Calderon, la sua ballerina storica, 20 anni più giovane di lui, venne intervistata nel 1997 dalla giornalista Irene Amuchástegui e raccontò della sua esperienza con El Cachafaz (Diario Clarin, 7 Febbraio 1997).

Carmencita racconta che lo conobbe nel Club Sin Rumbo di Buenos Aires (tuttora esistente) e debuttò con lui nel cine-teatro Don Fernando con l’orchestra di Pedro Maffia.

Carmencita dice che El Cachafaz era un ballerino che splendeva per la sua eleganza e il suo gran senso del ritmo. Era un gran creatore di nuovi passi ma aveva molti “cortes” (figure) in comune con un altro ballerino storico, Jose Giambuzzi (El Tarila).

El Chachafaz si spense la sera del 7 Febbraio 1942 dopo un’esibizione con Carmencita nel locale “El Rancho Grande” di Mar del Plata (provincia di Buenos Aires), qualche giorno prima di compiere i suoi 57 anni.

Nella musica del tango esistono due temi che potrebbero essere a lui ispirati (in merito ci sono teorie discordanti): “El Cachafaz”, Tango del 1913 di Manuel Aróztegui e “Bailarin Compadrito”, Tango del 1929 di Miguel Bucito, cantato da Carlos Gardel nello stesso anno e poi riarrangiato nel 1953 dall’orchestra di Alfredo De Angelis, con la voce di Oscar Larroca.

 

fonte: todotango.com

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