cambalache

Tango: Cambalache

Genere: Tango
Anno: 1934
Musica: Enrique Santos Discepolo
Testo: Enrique Santos Discepolo

Versioni/Orchestre:

  • Orchestra Francisco Lomuto, canta Ernesto Famà (1934-5)
  • Orchestra Juan D’Arienzo, canta Alberto Echague (1947)
  • Orchestra Miguel Calò, canta Roberto Arrieta (1947)
  • Orchestra Francisco Canaro, canta Tita Merello (1956)
  • Orchestra Armando  Pontier, canta Julio Sosa (1958)
  • Orchestra Miguel Calò, canta Roberto Luque (1962)
  • Orchestra Leopoldo Federico, canta Julio Sosa (1964)

Note storiche: “Cambalache” significa mercatino, scambio di beni di basso valore o usati, ma assume anche il significato di situazione di caos e rumore. Enrique Santos Discepolo usa questo termine per indicare la bassezza morale del mondo di oggi e di ieri, dove non si fa differenza tra una persona onesta ed un ladro, tra un grande uomo ed un millantatore, ma in realtà si riferiva più precisamente al “Decennio Infame” (1930-1943) durante il quale è stato scritto. Questo tango è stato composto da Discepolo per il film “El alma de bandoneon” del 1935, nel quale venne interpretato dall’orchestra di Francisco Lomuto con la voce di Ernesto Famà, ma la prima assoluta è stata interpretata alla fine del 1934 nel teatro Maipo dalla voce della “Negra” Bozan (richiesta da Discepolo stesso). Durante la dittatura militare questo tango è stato incluso nella lista dei temi censurati che non potevano essere diffusi via radio, sia per il tema della contestazione, sia per l’utilizzo del Lunfardo, che era considerata una lingua sporca e immorale.

ascolta su youtube:

Testo originale (letras) in spagnolo / lunfardo

Que el mundo fue y será una porquería ya lo sé…
(¡En el quinientos seis y en el dos mil también!).
Que siempre ha habido chorros,
maquiavelos y estafaos,
contentos y amargaos,
valores y dublé…
Pero que el siglo veinte es un despliegue
de maldá insolente,
ya no hay quien lo niegue.
Vivimos revolcaos en un merengue
y en un mismo lodo
todos manoseaos…

¡Hoy resulta que es lo mismo ser derecho que traidor!…
¡Ignorante, sabio o chorro,
generoso o estafador!
¡Todo es igual!
¡Nada es mejor!
¡Lo mismo un burro
que un gran profesor!
No hay aplazaos
ni escalafón,
los inmorales nos han igualao.
Si uno vive en la impostura
y otro roba en su ambición,
¡da lo mismo que sea cura,
colchonero, rey de bastos,
caradura o polizón!…

¡Qué falta de respeto, qué atropello
a la razón!
¡Cualquiera es un señor!
¡Cualquiera es un ladrón!
Mezclao con Stavisky va Don Bosco
y “La Mignón”,
Don Chicho y Napoleón,
Carnera y San Martín…
Igual que en la vidriera irrespetuosa
de los cambalaches
se ha mezclao la vida,
y herida por un sable sin remaches
ves llorar la Biblia
contra un calefón…

¡Siglo veinte, cambalache
problemático y febril!…
El que no llora no mama
y el que no afana es un gil!
¡Dale nomás!
¡Dale que va!
¡Que allá en el horno
nos vamo a encontrar!
¡No pienses más,
sentate a un lao,
que a nadie importa si naciste honrao!
Es lo mismo el que labura
noche y día como un buey,
que el que vive de los otros,
que el que mata, que el que cura
o está fuera de la ley…

Testo tradotto in italiano

Che il mondo era e sarà una porcheria lo so bene
(nel cinquecentosei come nel duemila!)
Che ci siano sempre stati ladri,
ingannatori e truffati
contenti e avviliti,
valori e imitazioni…
Ma che il ventesimo secolo sia un dilagare
di male insolente,
non c’è più nessuno che lo neghi.
Viviamo travolti in una baraonda
e nello stesso fango
tutti impastati…

Oggi è la stessa cosa esser retto o traditore!…
Ignorante, saggio o ladro,
generoso o truffatore !
Tutto è uguale!
Niente è migliore!
Lo stesso un asino
che un grande professore!
Non ci sono bocciati
ne’ graduatoria,
gli immorali ci hanno uguagliato.
Se uno vive nell’inganno
e un altro ruba per ambizione,
è lo stesso che sia prete,
venditore di materassi, re di bastoni,
sfacciato o clandestino!…

Che mancanza di rispetto, che assalto alla ragione!
Chiunque è un signore !
Chiunque è un ladro !
Mischiato con Stavisky va Don Bosco e “La Mignon”,
Don Chicho e Napoleone,
Carnera e San Martìn…
Come la vetrina irrispettosa
dei mercatini dell’usato
si mischia la vita
e ferita da una lama senza filo
vedi piangere la Bibbia
accanto allo scaldabagno…

Ventesimo secolo, caotico
problematico e febbrile!…
Chi non piange non poppa
e chi non ruba è un fesso!
Dacci dentro dai !
Dai che va tutto bene !
Tanto laggiù all’inferno
ci incontreremo !
Non pensarci su,
stattene da parte,
che a nessuno importa se sei un uomo d’onore !
E’ lo stesso chi lavora
notte e giorno, come un bue,
e chi vive sulle spalle degli altri, chi uccide, chi cura
o sta fuori legge…

 

Traduzione a cura di: Manuela D’Orazio

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